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Come diventare insegnante di sostegno: percorso di studi e opportunità

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Diventare insegnante di sostegno è la tua ambizione professionale? La tua scelta formativa è molto importante. Devi orientare il tuo percorso di studio e universitario verso i corsi di laurea giusti per intraprendere la professione e maturare le competenze necessarie. Il ruolo dell’insegnante nella relazione con alunni con esigenze speciali è delicato e complesso. Vediamo insieme come intraprendere questo cammino.

Come si diventa insegnante?

La professione di insegnante può essere svolta solo da persone laureate. Generalmente ricoprono questa posizione le persone che hanno fatto un percorso di studio universitario con laurea vecchio ordinamento o magistrale, ossia della durata di cinque anni. Nell’arco dei decenni i requisiti sono notevolmente cambiati e tuttora possiamo incontrare dietro le cattedre insegnanti che hanno ottenuto soltanto un diploma, quello del vecchio istituto magistrale. Ma chi si avvicina a questo mestiere deve aver presente il tipo di impegno richiesto a livello di formazione. Vi sono però delle eccezioni, è possibile diventare insegnante anche senza laurea, in questi casi:

  • Docenti di scuola dell’infanzia
  • Educatori nei convitti
  • Insegnanti tecnico pratici

Per tali professioni è sufficiente un diploma specifico, che si ottiene a conclusione di un corso di formazione anche non universitario.

La normativa vigente in merito di classi di concorso e requisiti di accesso per l’insegnamento è frutto di una serie di cambiamenti avvenuti negli anni. Tramite la rete è facile individuare se esistono corrispondenze tra le vecchie e le nuove classi di concorso e così capire se si possiedono le caratteristiche adatte per avvicinarsi alla professione.

Diventare insegnante di sostegno

insegnante di sostegno scuola secondariaQuesti stessi cambiamenti hanno portato parecchia confusione anche nella vita di coloro che hanno scelto di perseguire come obiettivo quello di diventare insegnante di sostegno. Anche la passione a volte non basta a sopportare la fatica di inseguire le mille riforme che si sono susseguite.

Il MIUR ha messo mano alla famosa riforma della buona scuola al cui interno sono contenute anche le indicazioni sugli iter da seguire per i futuri insegnanti di sostegno. Tale figura professionale è attraversata da sfide più complesse di quelle ordinarie. A coloro che scelgono di studiare per lavorare in questo campo non deve mancare la motivazione, ma anche una preparazione approfondita e completa, unita ad un grande senso di responsabilità.

La prima cosa da ottenere, prima ancora di seguire la specializzazione è l’abilitazione. Se fino a qualche anno fa esisteva il TFA, da una parte per gli insegnanti ordinari e dall’altra per il sostegno, dal 2019 cambiano le carte e le regole e si attende di comprendere quali passaggi saranno necessari. Ancora non è stato ufficializzato quale sarà davvero la strada da compiere.

La riforma sul sostegno ha però apportato importanti modifiche per quanto riguarda le caratteristiche dei ragazzi che hanno diritto al sostegno, allargando questa possibilità ad un numero maggiore di casi.

La nuova riforma per l’insegnante di sostegno

All’inizio del 2017 la riforma sul sostegno ha previsto nuove regole per la formazione degli insegnanti.  A questi verrà richiesta una preparazione più approfondita senza le solite lungaggini burocratiche. La vera novità però riguarda l’ampliamento delle categorie che possono avere accesso al sostegno. Tra queste si includono finalmente:

  • Disturbi specifici di apprendimento
  • Bisogni educativi speciali

I ragazzi con DSA e BES in alcuni casi presentano difficolta di inserimento. La collaborazione e il supporto costante di un insegnante formato per agevolare la loro integrazione è un valore aggiunto all’interno di un percorso scolastico. L’attenzione dell’insegnante è rivolta non solo al ragazzo ma anche a chi fa parte del suo contesto:

  • Famiglia
  • Associazioni
  • Gruppo di pari

La riforma tocca molti temi, soprattutto dal punto di vista tecnico e burocratico, ma può essere riassunta in punti specifici, per l’esattezza quattro:

  • Formazione dell’insegnante
  • Diritti degli studenti
  • Miglioramento dell’organizzazione territoriale
  • Gestione dei rapporti con le famiglie

Nonostante i repentini cambiamenti e l’eliminazione del TFA e FTFA sostegno possiamo aiutarti ad individuare quali sono i requisiti generali richiesti.

Requisiti per diventare insegnante di sostegno

Per diventare idonei e accedere all’abilitazione bisogna aver compiuto determinati studi in ambito universitario. Può darsi che tu da tempo coltivi questo sogno. Hai spesso guardato con ammirazione chi lo svolgeva tra i banchi di una classe, hai preso ad esempio quella determinazione necessaria e sei curioso di sapere come puoi contribuire anche tu, con il tuo apporto, ad una scuola e a un’educazione aperta e libera per tutti.
Per abilitarti alla specializzazione devi avere:

  • Laurea in scienze della formazione primaria
  • SISS
  • COBASLID
  • Diplomi di II livello rilasciati dalle istituzioni AFAM (per insegnamento musicale)
  • Diploma di didattica della musica
  • Concorsi ed esami successivi al DDG 82/2012
  • Sessioni riservate di abilitazione
  • Titoli esteri riconosciuti dal Ministero
  • Diploma magistrale o titoli equipollenti conseguiti entro il 2002

Per l’anno 2019 è prevista un’ulteriore modifica della lista di requisiti per diventare insegnante di sostegno e non. Si vocifera che verrà attivato un nuovo corso di specializzazione, per tutti coloro che vogliono ricoprire un ruolo da insegnante nelle scuole. Non resta altro da fare che tenere le orecchie ben aperte e carpire le informazioni principali.

Insegnante di sostegno nella scuola primaria o secondaria

ammissione TFA sostegno

Il procedimento da seguire per portare a compimento la tua aspirazione professionale è diverso a seconda della tipologia di scuola in cui vuoi prestare servizio:

  • Primaria
  • Secondaria

Nel primo caso, se sei appena uscito dal liceo, iscriviti a un corso di laurea in Scienze della Formazione primaria. Ai crediti che avrai totalizzato dovrai aggiungere altri 60 crediti per la specializzazione in didattica dell’inclusione.

Mentre per raggiungere la posizione nella scuola secondaria, sia di primo che di secondo livello, dovrai laurearti in Scienze della formazione primaria e superare un concorso che ti permetterà di accedere ad un percorso triennale di formazione e tirocinio.

Compiti e competenze dell’insegnante di sostegno

Se non è vero mai che un insegnante vale l’altro, immaginiamoci quando un insegnante è chiamato ad affiancare un ragazzo con disabilità o disturbi dell’apprendimento. Inoltre la legge parla chiaro: hanno diritto al sostegno non solo gli alunni portatori di handicap ma anche quelli che mostrano di aver bisogno di un maggior supporto per l’integrazione e per l’apprendimento.

Quando si parla di insegnante di sostegno dobbiamo ricordare la legge che sottolinea espressamente la contitolarità di questa figura all’interno delle sezioni e delle classi. Ciò significa che:

  • La responsabilità dell’alunno è condivisa tra tutti i docenti
  • L’insegnate di sostegno partecipa alla programmazione educativa
  • Elabora e verifica le attività insieme agli altri docenti

Tutto ciò può essere possibile solo dove ci sia piena collaborazione tra tutto il personale, nel rispetto dell’obiettivo comune: individuare le potenzialità di ogni alunno cercando, per quanto possibile, di mettere l’accento sulle abilità e rispettando il suo tempo e il suo modo di esprimerle al meglio.

Tra i suoi compiti:

  • Mediazione tra alunno e gruppo classe
  • Lavorare attivamente al progetto educativo-didattico
  • Raccolta di informazioni utili sull’alunno (tramite esperti e famiglia)
  • Affiancare il docente curriculare
  • Registrare le attività svolte e la programmazione attraverso una relazione finale
  • Gestire i rapporti con la famiglia

È ovvio che per fare tutto questo non bastano pochi anni di studio. Forse non ne bastano neanche molti, perché alla fine ciò che conta è sempre l’esperienza. Insieme ad una capacità, per molti innata, di entrare in empatia con l’alunno, percependo ciò di cui ha bisogno e aiutandolo a raggiungerlo. Per riassumere le competenze richieste e auspicate:

  • Saper riconoscere i bisogni educativi speciali
  • Doti di coordinamento delle attività
  • Competenze metodologiche
  • Competenze relazionali
  • Individuazione delle difficoltà di apprendimento

Sono cose che si imparano anche sui libri, ma che se non si vivono in prima persona rimangono aleatorie. Ma una cosa è certa: si imparano, si sviluppano, si fortificano. Tutte queste competenze e molte altre saranno il tuo personale bagaglio di esperienze da portare ovunque ci sia bisogno di persone che, come te, offrono il proprio contributo a chi lo sta desiderando.

 

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