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Cos’è la teoria dell’equilibrio cognitivo?

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In questo articolo cercheremo di spiegare in modo sintetico ma esaustivo cos’è la teoria dell’equilibrio cognitivo. La Balance Theory, come viene chiamata in inglese, è una teoria della psicologia sociale che si colloca nel solco degli studi sull’atteggiamento. Il fautore di questa teoria è Fritz Heider, che mette a punto questa teoria sulla quale si basa anche la riflessione teorica della dissonanza cognitiva di Leon Festinger. Nei prossimi paragrafi tenteremo di illustrare con maggiori dettagli la teoria, per farti entrare nel vivo di questo originale pensiero.

La teoria dell’equilibrio cognitivo: la coerenza

Il concetto centrale della teoria è quello di coerenza cognitiva. Questa viene considerata l’elemento che permette di raggiungere l’equilibrio psicologico. La coerenza è quella forza, quell’impulso che garantisce il mantenimento dei propri valori e delle proprie credenze nel corso del tempo.

Heider ha studiato a lungo le dinamiche in cui è sottesa questa forza. Ad esempio, nelle relazioni di sentimento o gradimento si raggiunge l’equilibrio se il valore affettivo (che può essere positivo o negativo) aumenta e si moltiplica generando ulteriore risultato positivo.

Dove manca una situazione di equilibrio, gli individui cercano di porre rimedio riportando a una condizione di coerenza. L’idea di fondo è che ogni persona è intenzionata al mantenimento di una stabilità psicologica, e per preservare questa stabilità modella di conseguenza le sue relazioni (con persone e/o oggetti) e i suoi atteggiamenti e preferenze.

Ricapitolando, il punto essenziale della teoria è il fatto che gli atteggiamenti degli individui all’interno di un sistema tendono a mantenere uno stato di equilibrio.

Storia della teoria dell’equilibrio cognitivo

La storia di questa teoria non è poi così recente. Erano gli anni Cinquanta, quando Fishbein e Ajzen promuovevano i primi studi sulle dinamiche di comportamento e di atteggiamento destinate a inserirsi prepotentemente nel dibattito della psicologia sociale di allora.

Non si tratta ancora di vere e proprie teorie, ma di piuttosto di mini-teorie che si approcciano e affrontano il fenomeno tramite un approccio cognitivista.

La una riflessione teorica vera e propria, invece, si può datare 1946, data in cui l’opera di Fritz Heider sancisce la nascita della teoria dell’equilibrio cognitivo. Le sue affermazioni ruotano attorno alla convinzione che l’individuo nell’elaborazione delle informazioni che giungono dall’esterno, e nel tentativo di giustificarle internamente per collegare la realtà in tutti i suoi aspetti, cercherà di mantenere una situazione di coerenza e di consonanza tra il percepito dall’esterno e ciò che sente internamente. L’incoerenza, quando si manifesta, prende il nome di dissonanza: una condizione che può spingere l’individuo verso la risoluzione della sensazione di incoerenza interna. Il fine ultimo è sempre lo stadio di coerenza, dove le credenze interne e ciò che accade esternamente sono connessi da una spiegazione certa e senza alcun punto debole.

Heider sostiene che il bisogno di un ragionamento logico dietro le proprie convinzioni e lo stile di vita sia necessario per preservare al massimo la buona immagine di sé, quella capace di innalzare i livelli di autostima.

Teoria equilibrio cognitivo: un esempio

Per capire meglio questo discorso apparentemente ingarbugliato è certamente utile fare un esempio. Se non ti piace la cucina sudamericana, e avessi un particolare rifiuto di quella brasiliana, ma ti ritrovassi a ricevere un invito nel migliore ristorante brasiliano della zona ti ritroveresti ad accettare con entusiasmo, e allo stesso tempo a giustificare questo comportamento mentalmente e con diversi tipi di processi giustificativi o riparativi. Ecco qualche esempio di quello che potresti sostenere mentalmente per risolvere la tua incoerenza:

  • Fare finta di niente
  • Rinunciare all’invito e rimanere rigidamente coerente
  • Rinunciare al pregiudizio

In tutti e tre questi casi non c’è nulla di assolutamente sbagliato. Potresti davvero ignorare il fatto che la cucina brasiliana ti sembra monotona e ordinaria, per sederti al tavolo con una certa persona e dare valore soprattutto ai piccoli grandi dettagli così lontani dalle nostre becere chiusure nei confronti di una determinata cosa. Una persona vale più di una cena al ristorante.

Se invece il nostro astio nei confronti della Picanha non si può arrestare di fronte a nulla non avremo alcun problema a rinunciare alla cena. Duri e puri, sempre!

La terza opzione prevede invece la rinuncia del pregiudizio e l’annullamento delle conseguenze che questo generava.

Agiremo sugli eventi e sull’ambiente esterno ma per tentare di raggiungere uno stato di consonanza interiore e far coincidere le nostre istante interne con ciò che viviamo nella realtà.

La teoria dell’equilibrio cognitivo di Heider costituisce la base di altre teorie, come quella della dissonanza cognitiva che Leon Festinger maturò circa undici anni dopo.

Queste teorie psicologiche affascinano molto gli appassionati e interessano molto gli studiosi, che le continuano ad approfondire. Per gli studenti della facoltà di Psicologia a Lecce i contributi di Heider, la teoria dell’equilibrio cognitivo, e gli aggiornamenti che hanno sviluppato il suo pensiero nel corso della storia del pensiero psicologico rappresentano un capitolo interessante della disciplina e un aspetto degno di attenzione.

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