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Tesi diritto del lavoro: argomenti e linee guida

State portando a termine il vostro percorso di studi in giurisprudenza e siete interessati a redigere una tesi in diritto del lavoro? In questo articolo forniremo alcune idee di titoli da scegliere e alcune dritte su come argomentare un lavoro che possa risultare ben fatto, interessante e con potenzialità di essere anche pubblicato.
redazione della tesi in diritto del lavoro
Per una corretta redazione della tesi in diritto del lavoro è importante iniziare a pianificare il lavoro per tempo, almeno un anno prima dalla data della laurea, così da avere il giusto tempo per l’attività di ricerca e selezione del materiale bibliografico necessario.

Successivamente è importante concordare con il relatore (con cui si sarà già scelto l’argomento) quella che deve essere la scaletta del lavoro. La stesura dell’indice della tesi in diritto è una fase essenziale per individuare il filo conduttore della tesi e per organizzare i diversi aspetti del tema.

Solo dopo che l’indice sarà stato approvato sarà buona norma iniziare a scrivere.

Il linguaggio di una tesi in legge deve essere chiaro, semplice ed asciutto – con l’ausilio di termini specifici che comunque non devono inficiarne la comprensione anche da parte di docenti non esperti in materia (nello specifico, dunque, è bene evitare di dare per scontato che chi leggerà la tesi conosca i concetti e gli istituti giuridici richiamati).

La discussione di laurea in diritto del lavoro, infatti, dovrà essere comprensibile per tutti i docenti della commissione e – magari – anche interessante per il pubblico.

Laurea giurisprudenza lavoro: ecco i titoli da scegliere

Tra gli argomenti tesi diritto del lavoro è possibile spaziare in vari ambiti, molti dei quali – scelti negli ultimi anni dagli studenti di Unicusano, secondo un sondaggio condotto dallo staff dell’Università online – riguardano l’etica, i fatti di attualità o comunque problematiche connesse al lavoro nella Regione Puglia.

L’attaccamento al territorio, infatti, si vede anche nella scelta dell’argomento conclusivo della tesi di laurea in diritto del lavoro oltre che dalla primaria volontà di restare a studiare a Lecce senza trasferirsi presso le città universitarie del nord Italia.

Una scelta importante che, oltre alla valorizzazione delle tradizioni e della cultura locale,  riesce a portare un incremento del mercato del lavoro e delle possibilità di crescita per il futuro.

In ogni modo, se siete interessati a svolgere la tesi di giurisprudenza in questa materia, ecco alcuni titoli tra cui scegliere…

Per quanto riguarda le problematiche connesse ai nuovi contratti di lavoro e al lavoro giovanile, ecco alcuni argomenti selezionati dallo staff della Unicusano di Lecce:

Giovani e mercato del lavoro – La nuova disciplina dell’apprendistato

Il licenziamento disciplinare del pubblico dipendente prima e dopo il Jobs Act

Poi, per quanto riguarda tematiche relative a temi etici, ecco alcuni titoli che è possibile far propri al momento della tesi di laurea:

Lo sfruttamento del lavoro minorile: aspetti giuridici e sociali

Il diritto ad una vita dignitosa: prospettive di reddito minimo di garanzia in Italia alla luce di alcune esperienze straniere

La politica comunitaria in materia di lavoro degli extracomunitari

I diritti dell’uomo nell’età della globalizzazione

Le convenzioni di integrazione lavorativa dei disabili nella legge 12 marzo 1999, n. 68

Profili giuridici del mobbing

Salute e sicurezza nei luoghi di lavoro

L’accesso al lavoro da parte dei disabili: dall’avviamento obbligatorio al collocamento mirato

Lavoro no-profit

Per quanto riguarda tematiche di attualità, lo staff della Unicusano propone questi argomenti:

La partecipazione dei lavoratori al capitale di rischio dell’impresa

I servizi pubblici essenziali e la Commissione di garanzia sullo sciopero: il caso Alitalia del Giugno 2003: malattia di massa o protesta collettiva?

La contrattazione collettiva nel pubblico impiego

Contratti aziendali derogativi, i casi Pomigliano e Mirafiori

Ci sono poi tematiche di diritto dello sport che possono essere connesse alla materia del diritto del lavoro:

Diritto del lavoro sportivo – Analisi della legge 91/1981

Interpretazione e qualificazione del contratto di lavoro. Il problema del rapporto di lavoro sportivo

E se ancora non avete trovato nulla che possa ispirare il vostro lavoro di tesi di laurea in giurisprudenza, ecco alcune tematiche generali:

Produttività del lavoro e contrattazione di secondo livello

Il comportamento dei dipendenti in sede di concordato preventivo/fallimentare

La precettazione nello sciopero nei servizi pubblici essenziali

La previdenza complementare, la posizione del singolo e la sua libertà

Flessibilità e variabilità della retribuzione

Disciplina della mobilità interaziendale

Prerogative datoriali e ruolo del sindacato

Il concetto di giusta causa di licenziamento nella giurisprudenza

 

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Come diventare educatrice asilo nido: guida alla professione

Lo staff della Unicusano di Lecce  – svolgendo uno studio sulle professioni più gettonate degli ultimi anni – ha scoperto che l’interesse dei giovani studenti iscritti ai corsi online si sta spostando sempre più verso una carriera accademica.
lavorare nella scuola
Insegnare agli altri, dunque, sembra essere primario per le nuove generazioni ed in primis si trova la volontà di lavorare presso gli asili con i bambini: i cittadini di domani.

Ecco perché in questo articolo lo staff dell’Università online Niccolò Cusano di Lecce si occuperà di fornire tutte le informazioni necessarie su come diventare educatrice asilo nido.

Iniziamo con il dire che anche lo Stato si sta rivolgendo con interesse all’istruzione che va dagli zero ai sei anni del bambino. Già nella legge 107 del 2015 (Buona Scuola) è stato previsto lo stanziamento di risorse specifiche per il potenziamento dei servizi offerti alle famiglie, per l’abbassamento dei costi sostenuti dai genitori e per garantire alle bambine e ai bambini pari opportunità di educazione ed istruzione.

Il sistema integrato 0-6 anni rappresenta un cambiamento culturale importante, una vera svolta che mette al centro i diritti dei più piccoli – ha spiegato proprio il Ministro della Pubblica Istruzione  -. Le istituzioni, d’ora in poi, lavoreranno insieme, con risorse certe e regole condivise, per offrire alle famiglie strutture e servizi ispirati a standard uniformi su tutto il territorio nazionale, per aumentare i servizi e sostenere i genitori, per dare alle bambine e ai bambini maggiori opportunità di accesso a un’istruzione di qualità fin dalla nascita”.

Di seguito a questa legge, il lavoro di educatrice asilo nido è stato alquanto riqualificato: si calcola un ampliamento del 33% di copertura della popolazione sotto i 3 anni di età, la presenza di nidi in almeno il 75% dei Comuni, la qualificazione universitaria per le insegnanti dei nidi, la formazione in servizio per tutto il personale.

Dunque gli incentivi a lavorare nella scuola sono decisamente aumentati e le richieste sono in continua crescita.

Ma come fare a specializzarsi per lavorare con i bambini? Quale titolo occorre avere? Ecco tutte le informazioni sul percorso scolastico ed accademico da intraprendere…

Lavorare negli asili: ecco la formazione necessaria

Per diventare insegnante negli asili nido pubblici (quindi fascia zero – tre anni), è fondamentale aver conseguito una Laurea in Scienze dell’educazione, che non solo potrà far lavorare con i bambini ma permette anche altri orizzonti professionali come quelli di poter lavorare con disabili e anziani.

L’Università online Niccolò Cusano di Lecce propone agli iscritti un corso di laurea online in scienze dell’educazione e della formazione (durata di tre anni) finalizzato alla formazione dell’operatore professionale socio-pedagogico figura professionale in grado di assumere ruoli specifici:

  • nell’ambito sia della scuola come docenti degli asili nido e dei servizi educativi che coinvolgono bambini da zero a tre anni e anche servizi extrascolastici per l’infanzia, nonché per l’inclusione e la prevenzione del disagio e della dispersione scolastica;
  • nell’ambito degli interventi nei servizi socio-educativi per lo sviluppo della persona e della comunità territoriale, e in particolare per: i servizi per la genitorialità e la famiglia; servizi educativi per le pari opportunità; servizi educativi di promozione del benessere e della salute; servizi educativi, ludici, artistico-espressivi e del tempo libero per soggetti di ogni età; servizi per anziani; servizi per l’integrazione degli immigrati e dei rifugiati e per la formazione interculturale; servizi per la rieducazione e la risocializzazione di soggetti detenuti e servizi di assistenza ai minori coinvolti nel circuito giudiziario e penitenziario.
  • nei servizi alla persona a supporto della prevenzione e rieducazione cognitivo-funzionale, al fine di rispondere alla promozione del benessere fisico, psichico e sociale, nonché come supporto atto a favorire l’inclusione nelle situazioni di diversa abilità. Infine, considerando il gruppo di insegnamenti di carattere psicologico il laureato triennale è in grado, all’interno dei servizi socio-sanitari di collaborare e di supportare le valutazioni degli stati di disagio psicologico e di darne seguito a livello pedagogico con la realizzazione di interventi formativi ad hoc.

Come si è visto, dunque, questo corso telematico per diventare insegnante negli asili permette anche di concedersi del tempo – mentre si studia – per vagliare altre opzioni lavorative per il futuro.

Occorre ricordare, infatti, che lavorare insieme ai bambini è bellissimo e stimolante ma richiede anche alcune doti personali e caratteriali – prima tra tutte la pazienza.

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Consigli per vestirsi bene alla discussione di laurea

La sessione di lauree vi mette ansia più per l’outfit da sfoggiare che per la discussione della tesi in sé per sé? Allora non potete fare a meno di leggere questo articolo a cura dello staff dell’Università online Niccolò Cusano di Lecce.
Come vestirsi alla discussione della tesi
Qui non troverete consigli per un ottimo discorso né tecniche per presentare la migliore tesi alla commissione di laurea. No! In questo articolo lo staff dell’università online si occuperà di consigliarvi su come vestirsi bene alla discussione di laurea, apparendo professionali e alla moda al tempo stesso!

Come vestirsi alla discussione della tesi? Ecco le regole per ragazze e ragazzi

Siete alla disperata ricerca dell’outfit per la laurea perfetto e più adatto a voi (alla vostra personalità e al vostro stile) che vi mostri eleganti e professionali agli occhi della commissione d’esame? Questo è l’articolo giusto per voi! Che siate ragazze o ragazzi, qui troverete alcuni consigli per scegliere l’abbinamento giusto per vestito di laurea. Siete pronti? Leggete qui…

Vestiti di laurea per le ragazze

Le studentesse universitarie – come sempre quando si parla di outfit – hanno maggiore dimestichezza nella scelta del miglior abito da sfoggiare il giorno della laurea. Ma non per questo la scelta è più facile, anzi! Le ragazze si trovano di fronte a varie possibilità per risultare in linea con il proprio stile e, contemporaneamente, presentarsi in maniera adeguata al gran giorno.

Quali sono gli outfit per studentesse universitarie più in voga per la sessione di laurea invernale? Ecco tre proposte…

Abito nero: un classico intramontabile

Siete indecise, indecisissime? Scegliete un abito nero al ginocchio! Il classico tubino è un outfit perfetto per il giorno della laurea che vi farà apparire raffinate e professionali al tempo stesso. Inoltre, può essere abbellito e caratterizzato dalla scelta degli accessori: si parte dal classico filo di perle fino ad arrivare a scarpe con il tacco color rosso fuoco.

Da prestare attenzione anche al capospalla scelto: non deve essere troppo pesante (generalmente, presso l’aula magna dell’università la temperatura è sempre abbastanza elevata) ma deve comunque caratterizzare l’abito. Via libera a giacche in pelle per ragazze grintose o pellicce eco-friendly per le più sofisticate.

Tailleur: per vere professioniste

Se si sceglie un tailleur è bene pensare con anticipo a due cose: innanzitutto è bene scegliere un modello che potrà essere riutilizzato nel corso della professione scelta e, come secondo fattore, con una gonna non troppo corta che ne possa pregiudicare l’utilizzo in alcuni ambiti.

Le ragazze che scelgono una carriera lavorativa come avvocatesse o economiste e dovranno lavorare presso multinazionali e aziende di livello sanno già che acquistare un tailleur per il giorno della laurea rappresenta un modo per avere già a disposizione un outfit con il quale presentarsi ad un colloquio o il primo giorno di lavoro.

Alla maschietta: per ragazze intraprendenti

Tenete al vostro stile personale e non siete disposte a vestirvi il giorno della laurea “come tutte”? Una buona idea può essere quella di puntare sullo stile maschile scegliendo un completo giacca e pantaloni abbinandolo a scarpe stringate “francesine” e – per le più audaci – ad una cravatta.

Lo stile e l’eleganza saranno comunque al primo posto, permettendovi di poter sfoggiare un look eccentrico e innovativo al tempo stesso. Per le più femminili, il pantalone può anche essere abbinato a scarpe con il tacco alto e sotto la giacca è possibile indossare una maglietta o una camicia dai colori sgargianti.

Look per ragazzi il giorno della laurea

Veniamo, infine, agli outfit per gli studenti che devono presentarsi alla commissione di laurea…

Completo classico

Se si sceglie un classico completo giacca e pantaloni, è d’obbligo l’attenzione al dettaglio: scarpe e cinta in abbinamento con la possibile nota eccentrica di un calzino colorato o di un papillon fantasioso a posto della cravatta.

Ovviamente anche i meno intraprendenti potranno trovare nel completo un ottimo alleato all’eleganza, con la consapevolezza che potrà sempre essere riutilizzato in futuro in eventuali occasioni eleganti.

Spezzato

In alternativa, gli universitari il giorno della laurea possono scegliere un completo spezzato. In questo caso a farla da padrone saranno i classici jeans di tutti i giorni arricchiti da una cravatta di classe e da una giacca elegante. La scarpa? Via libera all’eccentricità!

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Natale a Lecce: ecco cosa fare

Siete rimasti a studiare a Lecce, iscrivendovi ai corsi online dell’Università Niccolò Cusano? Trascorrerete le feste di Natale in famiglia? Ecco alcuni consigli su come trascorrere il Natale a Lecce divertendosi, dedicando del tempo all’arte e scoprendo i prodotti artigianali e del territorio presso i tanti mercatini organizzati in città e nei dintorni.
Eventi a Lecce nel periodo natalizio
Dunque, cosa fare a Lecce a Natale? Ecco la guida agli eventi natalizi a cura dello staff dell’Università Niccolò Cusano di Lecce.

Eventi a Lecce nel periodo natalizio: ecco i preferiti dagli universitari

Siete curiosi di conoscere gli eventi suggeriti dagli universitari leccesi in occasione delle feste del periodo di dicembre? Leggete qui!

Mercatini natalizi

In città sono previsti davvero tanti eventi: si comincia con la fiera natalizia “Mercatino dei Giocattoli, degli Addobbi e dei Doni di Natale” che si svolgerà  in Piazza Mazzini dal 7 dicembre al 6 gennaio.

Inoltre, Lecce sarà teatro anche della famosissima “Fiera dei Pupi”: 7 al 24 dicembre avrà luogo la rinomata Fiera di Santa Lucia presso l’ex Convento dei Teatini, edificio barocco situato nel centro storico.

In questa meravigliosa location gli artigiani salentini esporranno i loro manufatti: piccole e realistiche creazioni in terracotta, i pupi di cartapesta e numerosi presepi, abbelliti da ruscelli e pastorelli raffiguranti arti e mestieri dell’epoca. Uno sguardo sull’arte e sulle tradizioni natalizie davvero imperdibile, secondo gli studenti iscritti alla Unicusano di Lecce che – molto spesso – scelgono di portarsi a casa un po’ di “salentinità”, acquistando in loco queste creazioni che andranno ad abbellire ed impreziosire i presepi casalinghi. Inoltre, scegliere un pezzo d’arte natalizia è un ottimo modo per far trovare sotto l’albero di parenti ed amici un regalo unico ed originale, fatto con il cuore.

Infine, tra gli eventi a Lecce di dicembre, segnaliamo “Natale Handmade”: manifestazione che si terrà presso le Officine Cantelmo (vecchio opificio per la lavorazione del ferro, divenuto dal 2008 un vero e proprio contenitore di eventi). Qui sarà possibile trovare tante idee originali per addobbare la casa acquistare gli ultimi regali natalizi scegliendo tra i prodotti presenti sugli stand, tutti rigorosamente fatti a mano.

E non solo in città, anche in provincia fioccano le iniziative benefiche e d i mercatini natalizi in Puglia. Segnaliamo, ad esempio, quello che si svolge domenica 17 dicembre a Chiesanuova di Sannicola nella location di Piazza Immacolata. Presso il Mercatino Natalizio della Solidarietà (il cui incasso sarà interamente devoluto alla mensa dei poveri) saranno presenti stand con oggetti natalizi tutti fatti in modo artigianale, dolci tipici del periodo, artisti di strada e la musica.

Proprio così: sono l’arte ed i prodotti del territorio a farla da padrone tra le bancarelle organizzate in occasione delle feste di Natale a Lecce!

Capodanno a Lecce

E la notte dell’ultimo dell’anno a Lecce, quali eventi sono previsti? Molte sono le location che organizzano cenone e musica dal vivo a seguire per festeggiare l’arrivo del 2018. Eccone alcune…

Il grand hotel Tiziano di Lecce (in Viale Porta d’Europa) organizza una serata a ritmo di musica, allietata dal dj di fama internazionale Satoshi Tomiie e da Alan Caligiuri da Radio 105. Ma prima di scatenarsi in pista, l’hotel propone un ottimo cenone e la possibilità di pernottamento

Presso la Tenuta Caradonna (S.S. 101, Km 9, Lequile) il capodanno è all’insegna del glamour: la location è assolutamente affascinante e sarà possibile gustare un ottimo cenone prima di scatenarsi in pista. Le sale dove ballare sono due: una con dj set, house e commerciale e l’altra con musica r&b e reggaeton.

Segnaliamo poi il capodanno presso la villa Mille e una notte (S.S.16 Lecce- Maglie, uscita Sternatia) pressa la quale un ottimo cenone anticipa una notte danzereccia a ritmo di musica house e r&b.

E per chi decide di restare in città? Il Capodanno leccese si festeggerà principalmente nella splendida Piazza Sant’Oronzo, fulcro indiscusso dei divertimenti e dell’arte della città. In piazza saranno presenti davvero migliaia di persone pronte a brindare all’anno nuovo tra i tanti locali del centro storico.

Avete deciso come trascorrere le vacanze di Natale a Lecce? Non ci resta che augurarvi Buone vacanze e Buon Natale!

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Come rispondere a un annuncio di lavoro: trucchi e consigli

Vuoi capire bene come rispondere a un annuncio di lavoro senza sbagliare, aumentando le tue possibilità di essere selezionato per un colloquio conoscitivo e – magari – assunto? Questo articolo, redatto dallo staff dell’Università online Niccolò Cusano sembra essere stato fatto apposta per te!
annunci di lavoro in inglese
La Unicusano di Lecce, infatti, sa bene che per i giovani universitari, essere “lanciati” nel mondo del lavoro può rappresentare uno shock al quale non si è mai realmente preparati. Molto spesso, infatti, i recruiters aziendali mettono in atto dinamiche alle quali gli studenti non sono abituati.

Vediamo ora nel dettaglio, quali sono le varie tipologie di annuncio di lavoro che si possono trovare girando sul web e come – ad ognuna – va risposto inviando cv e lettera di presentazione.

Cercate lavoro? Ecco come rispondere agli annunci online

Siete pronti? Ecco i tre tipi di annuncio per la ricerca di personale che potrete trovare…

Annuncio di lavoro “tecnico”

Il modo di proporsi dei selezionatori si intuisce già al momento della redazione degli annunci di lavoro: più sono dettagliati e pieni di termini tecnici e di settore, più ci si deve aspettare un colloquio altrettanto specialistico al quale occorre prepararsi professionalmente.

Ma prima di arrivare al colloquio, occorre presentarsi con un curriculum vitae ed una lettera di presentazione altrettanto settoriali e ben formulati.

Alcuni consigli? Di fronte ad un annuncio di tipo tecnico, è bene innanzitutto essere certi del significato di ogni termine proposto. Di conseguenza, occorre fare delle ricerche mirate prima di rispondere all’annuncio, così da non rimanere sorpresi di fronte a domande inerenti a quelle tematiche. Poi, il curriculum vitae che sarà inviato dovrà essere altrettanto specialistico: niente esperienze lavorative non inerenti, niente excursus sulle capacità personali non legate alla professione in oggetto.

Ad annunci di lavoro settoriali si deve rispondere con competenze altrettanto specialistiche, così da avere maggiori possibilità di essere contattati per un colloquio conoscitivo.

Ultimo consiglio: non mentire mai di fronte alle proprie competenze perché queste menzogne potranno essere facilmente scoperte nel corso del colloquio, compromettendo l’eventuale assunzione.

Annuncio di lavoro in inglese

Spesso, poi, capita di imbattersi in annunci di lavoro in inglese. Come rispondere ad un annuncio in lingua straniera? Innanzitutto è bene avventurarsi in una risposta solo se si è realmente a conoscenza della lingua che – chiaramente – sarà oggetto di colloquio e poi relativamente al lavoro effettivo.

Se possedete una buona competenza linguistica, questa va anche segnalata sul curriculum vitae specificando il grado di lettura, scrittura e comprensione ed eventuali attestati che lo dimostrano.

Per quanto riguarda la redazione del curriculum vitae, potete optare per scriverlo in italiano solo se accompagnato da una lettera di presentazione in inglese; meglio ancora se tutto il materiale viene tradotto.

Sappiate anche che ad un annuncio in inglese, corrisponde un colloquio in lingua.

Annuncio di lavoro generico

Non solo quelli estremamente specialistici, a spiazzare gli studenti universitari alla ricerca di lavoro sono anche gli annunci generici, dove non vengono riportate le competenze necessarie, il titolo di studio richiesto o le mansioni che si andranno ad effettuare una volta assunti.

Dunque, cosa scrivere nel curriculum vitae di fronte ad una palese mancanza di informazioni? Lo staff dell’Università Niccolò Cusano di Lecce consiglia di puntare soprattutto sulle competenze personali, rimarcando le proprie aspirazioni e gli skills riferiti alle relazioni con gli altri e in situazioni di stress.

Quindi saranno le sezioni conclusive del cv ad essere maggiormente rilevanti; occorre comunque compilare con accuratezza (e questo vale in ogni occasione) la sezione riferita ai dati personali e di contatto.

Insomma, la paura della “pagina bianca” non deve colpire gli studenti: gli annunci generici possono essere sfruttati al meglio valorizzando i punti di forza personali. Vale il discorso che, nel momento del colloquio conoscitivo, si deve essere pronti anche a rispondere a domande più specifiche, senza mai dimenticare che ciò che conta realmente sono le competenze che si dimostreranno di possedere.

Avete trovato utili i nostri consigli per inviare il curriculum ad un annuncio di lavoro? Se siete in quella fase, o se conoscete altri ragazzi alla ricerca di una occupazione, non esitate a condividere questo articolo sulle vostre bacheche social!

Non ci resta che augurarvi… buon lavoro!

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Mangiare a Lecce: ecco perché si resta a studiare in Puglia

Avete deciso di restare a studiare in Puglia iscrivendovi ai corsi online offerti dall’Università Niccolò Cusano? Ormai i giovani che hanno fatto questa scelta sono tantissimi – un +22% rispetto agli iscritti dello scorso anno alla Unicusano di Lecce – e a loro lo staff dell’Università online di Lecce ha deciso di chiedere quale fosse la motivazione principale che li ha indotti a restare.
eccellenze enogastronomiche pugliesi
Il risultato può far sorridere: rimanere a gustare la cucina tipica del territorio è stata la ragione che ha spinto i giovani universitari a non scegliere di trasferirsi come fuori sede presso le capitali universitarie. Proprio così: mangiare a Lecce sembra essere tra le ragioni principali della permanenza in Puglia.

E questo dato fa riflettere anche in riferimento alle possibilità lavorative future per questi giovani: molti sbocchi occupazionali, infatti, si stanno aprendo negli ultimi anni proprio nel settore del food & beverage e sono in primis le imprese produttrici del territorio a sentire l’esigenza di arricchire il proprio organico con laureati motivati, interessati ed appassionati.

Sono proprio le piccole e medie imprese di produzione locale a investire sui giovani e sul territorio portando alla ribalta le eccellenze enogastronomiche pugliesi, esportandole in Italia e nel mondo. E gli universitari che mirano ad un posto da protagonisti nel settore del food non resteranno delusi: dei dati confermano la tendenza e danno le possibilità lavorative ad un +12% nei prossimi anni, rispetto a soli tre anni fa.

Ma quali sono i piatti tipici di Lecce? Cosa caratterizza il Salento in maniera così distintiva, tanto da convincere i giovani universitari a rimanere per assaporare queste pietanze ogni giorno ? Lo staff dell’Università Niccolò Cusano di Lecce lo ha chiesto proprio ad un campione di 100 iscritti ai corsi di laurea online ed è emersa una mappa gustosa, tutta da assaggiare…

Cosa mangiare in Puglia: ecco cosa non perdere

Volete sapere cosa mangiare in Salento? Continuate a leggere!

Scapece

La scapece è il pesce fritto marinato in strati di pangrattato, aceto, aglio, menta, zafferano. Rappresenta uno degli street food più gustosi dell’intera penisola salentina: infatti, viene venduto per strada e presso le bancarelle delle fiere di paesi e delle sagre. Tipico di Sant’Oronzo è ora mangiato in tutto il sud della Puglia.

Frisa

Fondamentale da assaporare in tutte le varie versioni in cui è proposta (di grano duro, di orzo, integrale…) è l’accompagno tipico della stragrande maggioranza dei piatti salentini. L’importante è ricordarsi di “sponzare”, cioè di bagnare la frisa in acqua fredda per pochi secondi, prima di condirla con olio e pomodori o inzupparla nel sugo della peperonata appena servita. Ottima da assaggiare tra le specialità del Salento!

Pasticciotto

È un’esplosione di gusto che racchiude tutti i sapori dolci della Puglia. Il pasticciotto salentino (che la leggenda vuole nato da un esperimento di un pasticcere di Galatina nel 1745) è caratterizzato da dolcissima crema pasticcera inserita in uno scrigno di pasta frolla.

Ancor più buono se accompagnato da un caffè in ghiaccio con il latte di mandorla.

Turcinieddhi

Non c’è festa o sagra di Lecce e dintorni in cui questi turcinieddhi non la facciano da padrone tra il cosiddetto cibo di strada. I turcinieddhi (caratterizzati da interiora di agnello e fegatini vari) sono annoverati nell’elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali redatto dal Ministero delle Politiche agricole e forestali. Un patrimonio dell’umanità, a sentire gli studenti universitari iscritti alla Unicusano di Lecce!

Mustazzoli

Nati dall’incontro con la cultura araba, i mustazzoli sono biscotti non lievitati ricoperti da una leggera glassa a base di cioccolato che li rende ancor più gustosi. Oggi, ovviamente, l’origine tende ad esser dimenticata e sono davvero diffusissimi tanto che è possibile trovarli ovunque: dalle sagre paesane alle pasticcerie più “chic”.

Parmigiana di melanzane

Chiudiamo la classifica con un piatto tipico amato dagli universitari di Lecce e non solo: la parmigiana. Caratterizzata da melanzane fritte accompagnate da mortadella, mozzarella e uovo lesso. Pur essendo non riconosciuta l’origine salentina (d’altra parte, se ne contendono la paternità diverse regioni italiane), a Lecce è in provincia la parmigiana è un piatto che viene preparato in tutte le case e i ristoranti.

Avete apprezzato i nostri consigli sui piatti da gustare a Lecce? Condividete l’articolo sui vostri canali social e… buon appetito a tutti!

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Essere mamme e studiare online: ecco il nuovo trend

Lecca capitale delle donne: le mamme, infatti, scelgono di non fermarsi ma di continuare il percorso universitario grazie alla possibilità di studiare online immatricolandosi ai corsi di laurea dell’Università Niccolò Cusano.
fare l'università ed essere mamma
Essere mamme e studiare online, infatti, è il miglior modo per conciliare due aspetti della vita che – fin troppo spesso – diventano inconciliabili a causa degli orari imposti delle lezioni. Ed è proprio il capoluogo pugliese ad aver riscontrato per l’anno accademico 2017/2018 il maggior numero di iscrizioni ai corsi da parte di donne con figli. Un 18% del totale degli iscritti, nello specifico, e un +32% di mamme che fanno l’università rispetto allo scorso anno.

Dati che – in un periodo storico come questo nel quale ancora le donne vengono discriminate dai datori di lavoro a causa del loro essere madri – non possono che rincuorare. La svolta sta arrivando e le capacità delle mamme potranno essere finalmente rivalutate sia nel mondo accademico sia in quello del lavoro.

Infatti, fare l’università ed essere mamma contribuisce a stimolare gli skills legati all’essere multitasking, al saper prendere decisioni lucide in pochi secondi, all’essere in grado di lavorare sotto stress e all’appassionarsi a ciò che esula dalla realtà fatta di casa e pannolini.

Le mamme frequentano l’università: ecco le facoltà più scelte

Ma quali sono i corsi di laurea ai quali le donne che decidono di studiare durante la maternità decidono di iscriversi? Lo staff della Unicusano di Lecce ha deciso di segnalare i tre corsi che hanno ricevuto un maggior numero di iscrizioni da parte di donne che sono anche mamme. E i risultati, sono davvero sorprendenti!

Economia e management

Donne, mamme  ed economiste! Già, le giovani donne di Lecce che hanno deciso di continuare gli studi anche nei mesi della maternità o comunque con un figlio piccolo hanno preferito un corso di laurea dalle grandi prospettive occupazionali. Il corso di laurea in economia e management – possibile da fruire online – è strutturato in maniera da permettere l’acquisizione di reali competenze nelle aree di riferimento economiche, aziendali, giuridiche e quantitative. In particolare, all’interno del corso di studi, sono approfondite le metodologie di analisi e di interpretazione critica delle strutture e delle dinamiche aziendali.

Un percorso formativo che apre la porta a diverse possibilità lavorative: amministrazione, contabilità e controllo nelle imprese private e pubbliche; gestione delle risorse umane; management nelle diverse funzioni aziendali; consulenza aziendale e dei mercati finanziari; supporto e consulenza alla clientela in riferimento ai servizi finanziari e commerciali svolta prevalentemente alle dipendenze di istituti bancari, assicurativi e finanziari; gestione, elaborazione, monitoraggio e analisi di dati statistici utili a fini previsionali nei diversi settori economici delle imprese.

Dunque: dal pubblico al privato spaziando anche per la libera professione: le mamme che studiano scelgono di pianificare la carriera lavorativa con un corso estremamente professionalizzante.

Psicologia del lavoro e delle organizzazioni

Il lato umano, perfettamente mixato con la capacità di organizzarsi al meglio, rende le mamme perfette per il ruolo di HR manager. Proprio per questo, tra i corsi online della Unicusano di Lecce più scelti c’è quello in Psicologia del lavoro nel corso del quale si studieranno i modelli teorici riguardanti l’interazione individuo e sfera lavorativa e sulle principali influenze delle organizzazioni e dei gruppi sull’individuo.

Molto spesso vittime in prima persona di mobbing e discriminazione, le donne saranno di certo ottime manager delle relazioni con il personale!

Scienze dell’educazione

Infine, il binomio mamme e studio si realizza nell’immatricolazione al corso di laurea in scienze della formazione, pensato dallo staff di Unicusano per garantire l’inserimento in ambiti professionali quali gli asili, le scuole dell’infanzia, le strutture di territorio che si occupano di prevenzione e riduzione del disagio sociale e le strutture ricreative e culturali del territorio.

Donne che hanno già a che fare con bambini nel loro privato saranno di certo motivate e appassionate ad un lavoro con i minori.

Studiare online a Lecce: ecco come conciliare maternità e studio

Per concludere lo staff di Unicusano è interessato a fornire delle spiegazioni sulla modalità online: tutte le lezioni dei corsi di laurea possono essere fruite in modalità telematica collegandosi alla piattaforma telematica presente sul sito web di Unicusano. In questo modo le mamme che frequentano i corsi di laurea online possono scegliere quando seguire le video-lezioni senza vincoli di orario.

Per tutte le altre informazioni, non esitate a contattare il numero 800 98 73 73.

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I social network preferiti dagli universitari di Lecce

Quali sono i social network preferiti dagli universitari? Lo staff dell’Università online Niccolò Cusano di Lecce lo ha chiesto ad un campione di 100 iscritti.

Ad emergere – oltre alla preferenza – sono state le (tantissime) occasioni d’uso in cui si scelgono i social network e l’interesse verso la sperimentazione grazie all’uso di smartphone o tablet.
computer e studenti universitari
Ma vediamo in principio qual è  il rapporto odierno tra computer e studenti universitari: il 66% del totale si connette ad internet e naviga tra i vari social network utilizzando lo smartphone. Questo garantisce un’accessibilità costante alle notifiche ricevute e un’attenzione (anche di pochi secondi) che può avvenire in tutti i contesti in cui lo studente si trova. Dalla casa all’autobus, dalle attese alle Poste al ristorante: ogni momento è buono per dare un occhio allo schermo del cellulare in cerca di novità.

Segue un 29% che preferisce utilizzare i social network da tablet: visione più ampia, più facilità nel navigare tra i link proposti e altrettanta possibilità di portare il device sempre con sé.

Il 5%, infine, sceglie di collegarsi ai social network (e ad internet più in generale) utilizzando il pc di casa.

Resta il fatto che le nuove generazioni sono totalmente digitalizzate da accettare come ovvia la possibilità di usufruire di un percorso di studi telematico che consenta loro di migliorare skills quali capacità di gestione del tempo, organizzazione e ad autonomia grazie al fatto che le lezioni possono essere fruite in qualsiasi momento collegandosi all’apposita piattaforma telematica presente sul sito web di Unicusano, senza alcun vincolo di orario.

Social network e universitari: ecco i cinque preferiti

Ma vediamo quali sono nel dettaglio le preferenze rivolte dai giovani ai social network e quale utilizzo ne fanno…

Instagram: il racconto di sé

Farsi conoscere attraverso le immagini e il tanto amato strumento delle “stories”: ecco cosa scelgono di fare i giovani che eleggono Instagram a social network preferito. Il photo-social, infatti, rende possibile raccontarsi con degli scatti più o meno legati alla quotidianità e – in più – di parlare ai propri follower attraverso le “stories”: brevi video (o foto con didascalia) che durano lo spazio di poche ore per poi svanire: un motivo in più per essere online sempre più spesso.

Dunque, l’icona visiva si attesta essere la più efficace per introdursi, raccontarsi e entrare in confidenza con altri: un po’ come il vecchio detto di “vedere il mondo con gli occhi degli altri”. Senza ombra di dubbio: il social network preferito dagli universitari leccesi.

Facebook: il ritrovo

Chi al giorno d’oggi non ha Facebook? Seppur molto spesso accantonato a favore di altri social network, Facebook rimane il cardine degli incontri e degli scambi. Dopotutto, la prima domanda che gli universitari (e, più in generale, i giovani ventenni) è: come ti chiami su Facebook, così ti aggiungo come amico?

Inoltre, Facebook è anche lo strumento più usato per la creazione di gruppi chiusi (o segreti) dedicati a hobby, passioni, interessi, lavori… qualunque argomento ha un gruppo dedicato nel quale si è liberi di confrontarsi e – magari – incontrare altre persone con cui condividere quello che rappresenta una fetta importante della vita.

La funzionalità dei gruppi su Facebook, sta soppiantando quella delle pagine aziendali; ormai le uniche fan page apprezzate sono quelle gestite da blogger o personaggi pubblici (specialmente ironici o dissacratori).

Linkedin: il futuro

Entra prepotente il social dedicato alla ricerca di lavoro sui social network nella top three di questa classifica. Gli universitari, infatti, ammettono di tendere costantemente un occhio agli sbocchi lavorativi del percorso universitario intrapreso e – per questo  – cercano fin dagli anni della formazione di tessere relazioni con professionisti del loro settore.

I giovani di Lecce, in special modo, ammettono di iniziare a frequentare virtualmente discussioni legate all’ambito occupazionale che si aspira raggiungere e  a seguire personalità della propria zona che svolgono lo stesso lavoro – cercando anche di incontrarli di persona così da iniziare a tessere una rete di relazioni professionali.

Twitter: le opinioni

Ed eccoci al rapporto tra universitari e Twitter: è una connessione ambivalente. Se infatti, da una parte, i giovani scelgono Twitter per “chiacchierare” con chi condivide i loro stessi interessi (seguendo gli hashtag di riferimento), dall’altra utilizzano i pochi caratteri a disposizione per lanciare nel mondo del web opinioni e pareri su fatti di attualità.

Non è raro che – accedendo a Twitter – la prima cosa che si controlli siano gli hashtag più “trend “ del momento.

Tumblr: i pensieri

Infine, chiude la classifica Tumblr: il social network dove è possibile postare contenuti multimediali di ogni genere, dalle foto alle citazioni, dalle poesie ai video. Un modo per raccontare la propria vita più intima, utilizzando immagini e contenuti dal forte impatto emozionale.

E voi, avete un socialnetwork preferito?

 

 

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Come diventare ambasciatore: studi e competenze necessarie

Molti giovani di Lecce, secondo uno studio condotto dallo staff dell’Università online Niccolò Cusano, sono interessati a capire come diventare ambasciatore e a cosa studiare per intraprendere la professione di diplomatico.
professione di ambasciatore
In questo articolo, dunque, lo staff della Unicusano di Lecce ha interesse a fornire tutte le specifiche sugli studi da intraprendere e sulle competenze necessarie che si devono avere per cercare lavoro come ambasciatore.

Come prima cosa, è necessario ricordare che la professione di ambasciatore richiede una estrema flessibilità e la disponibilità a trascorrere lunghi tempi all’estero, stabilendosi in paesi stranieri di cui si conosce lingue e cultura ma dove non si è mai effettivamente vissuto. Inoltre, un diplomatico acquisirà competenze e referenze una volta trascorsi periodi in diverse ambasciate presso diversi paesi… spostandosi molto spesso, insomma.

Una vita estremamente ricca di soddisfazioni e con un’ottima retribuzione economica ma che si deve essere disposti ad accettare in tutte le sue sfaccettature.

Come fare carriera diplomatica? Ecco tutti i consigli della Unicusano

Iniziamo dal principio: per intraprendere una carriera come ambasciatore è necessaria una formazione universitaria specifica, corredata da una conoscenza approfondita di almeno due lingue straniere (di cui sicuramente la lingua inglese). Successivamente, sarà indispensabile superare un concorso specifico.

Primo step: laurea in relazioni internazionali

Per questo, per diventare ambasciatore, è necessario aver conseguito la laurea magistrale in scienze politiche e delle relazioni internazionali. L’Unicusano di Lecce mette a disposizione un percorso quinquennale diviso in una laurea triennale in Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali e un corso di Laurea Magistrale (biennale) in Relazioni Internazionali.

Obbiettivo della classe di laurea in politologia è quello di fornire agli studenti una specifica formazione in merito alle problematiche internazionali coniugata con una conoscenza approfondita e specialistica delle tematiche internazionali negli ambiti giuridico, storico, sociale, geografico, politico ed economico ed una buona conoscenza di due lingue straniere. Tutti i settori disciplinati elencati sono complementari tra loro, così da consentire allo studente un ampliamento della formazione e una comprensione delle problematiche più attuali.

Proprio in relazione a quanto detto, ricordiamo che l’obbiettivo del corso di laurea in relazioni internazionali a Lecce è quello di fornire strumenti analitici cognitivi e metodologici che consentano una corretta lettura dell’evoluzione della società contemporanea e delle dinamiche strutturali attuali della globalizzazione, delle sue difficoltà e delle problematiche connesse alla crisi mondiale. Particolare attenzione viene data ai diritti internazionali, ai processi di democratizzazione e all’evoluzione giuridico normativa internazionale, aspetti sociologici, cooperazione internazionale e processi decisionali sempre con particolare sottolineatura di aspetti internazionali e comparati.

Grazie a questi obbiettivi formativi, il corso di laurea online a Lecce contribuisce a rendere possibile intraprendere una carriera lavorativa come Ambasciatori, ministri plenipotenziari o come dirigente della carriera diplomatica.

Secondo step: concorso diplomatico

Per lavorare in ambasciata, dopo aver conseguito la laurea, è necessario superare un concorso ad hoc che viene bandito una volta all’anno dal Ministero degli Affari Esteri.

Ma come si svolge? Occorre superare innanzitutto la prova preselettiva: un questionario da svolgere in 60 minuti sulle materie oggetto di concorso (che necessita, per essere superato, di rispondere in maniera corretta ad almeno ai 2/3 delle domande).

Una volta superata questa prima prova, si accede poi agli scritti: si tratta di cinque prove nelle quali è d’obbligo raggiungere la sufficienza in ciascuna prova, pena l’esclusione dal concorso. Gli scritti vertono su  esami di storia delle relazioni internazionali, diritto internazionale e comunitario dell’Unione europea, politica economica e cooperazione economica e due lingue di cui l’inglese.

Dunque – è superfluo anche specificarlo – non si tratta di un percorso facile in quanto il tutto si svolge in cinque giorni consecutivi, al termine dei quali c’è da affrontare una prova orale.

Tutti coloro che riusciranno a superare l’esame, diventeranno segretario di legazione. La carriera diplomatica, dunque, inizia qui: si svilupperà poi raggiungendo la qualifica di consigliere fino a giungere, nell’arco di vent’anni circa, ad avere la qualifica di ambasciatore.

Per ricevere tutte le informazioni più aggiornate su come fare per diventare ambasciatore, potete consultare il sito web del ministero degli affari esteri cliccando a questo link. Per tutte le altre informazioni sulla carriera universitaria necessaria per intraprendere questa professione, potete far riferimento allo staff della Unicusano di Lecce contattando il numero 800 98 73 73.

 

 

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Quali sono gli sport che fanno bene al cervello

Ci sono davvero degli sport che fanno bene al cervello? Umo studio condotto dall’Università Niccolò Cusano di Lecce ha deciso di dimostrare le attinenze positive tra sport e studio al fine di incentivare i giovani universitari pugliesi a praticare attività sportive.
sport e studio
Infatti, come si evince dallo studio della Unicusano, fare sport racchiude enormi vantaggi e non solo per il fisico: a beneficiarne è anche (e soprattutto) il cervello.

Ma come può lo sport favorire l’apprendimento e ritardare l’invecchiamento del cervello? Prendendo come spunto studi scientifici condotti dalla Columbia University, possiamo affermare che i giovani sportivi presentano dei lobi frontali (cioè la zona del cervello sede delle funzioni esecutive) più stimolati da cui deriva una maggiore capacità di ragionamento.

E non solo: grazie alla diagnostica per immagini è stato dimostrato che l’attività fisica è in grado di stimolare la nascita di nuove cellule nell’ippocampo (la zona del cervello che controlla la memoria e l’apprendimento) impedendone l’invecchiamento e la stasi.

Ecco perché il cervello non deve solo essere stimolato attraverso “giochi” mnemonici o tramite il piro studio, bensì deve ricevere linfa vitale anche dal fisico, tramite lo sport e l’attività.

Dunque, per concludere, possiamo affermare che chi è fisicamente attivo mantiene nel tempo, rispetto a chi conduce una vita sedentaria, gode di una migliore autonomia, rafforzando le potenzialità di apprendimento e godendo di una altrettanto migliore qualità della vita.

Gli sport con più benefici per il cervello: eccoli qui

Ma esistono sport che più di altri stimolano il cervello? La lista è ovviamente soggetta a interpretazione personale: ognuno deve scegliere liberamente lo sport che preferisce, in cui riesce bene e che lo fa star bene – senza imposizioni esterne.

Detto ciò, è vero che alcuni sport più di altri favoriscono il benessere della nostra mente; vediamoli insieme…

Ciclismo

Come tutti gli sport all’aria aperta, la bicicletta è un toccasana per il fisico. E c’è di più: sembra essere uno degli sport che maggiormente attiva il cervello e lo aiuta a rimanere giovane, vitale e aperto agli stimoli. Infatti, andare in bicicletta costringe il cervello a doversi adattare agli stimoli ambientali e agli imprevisti e per questo riesce ad agire sui processi di plasticità cerebrale, ovvero sulla capacità dei circuiti del cervello di adattarsi bene e in fretta.

Calcio

Il calcio, come tutti gli sport di squadra dove esiste una tattica condivisa, stimola in cervelli a cercare sempre una soluzione in accordo con gli altri. Inoltre, stimolando il senso di appartenenza, mira a ridurre lo stress e gli stati di ansia.

E non solo: i ragazzi che decidono di studiare da casa a Lecce, intraprendendo un percorso formativo in modalità telematica, hanno più di altri necessità di socialità e questo bisogno può essere soddisfatto al 100% da una bella partita in compagnia degli amici; è un po’ come resettare il cervello dai problemi per tornare bambini.

Nuoto

Come altri sport “in solitaria” (free climbing, corsa…) il nuoto mette ciascuno di fronte ai suoi limiti e contribuisce a aumentare le potenzialità di mente e corpo.

Inoltre, nuotare regolarmente aumenta le dimensioni dell’ippocampo e favorisce l’apprendimento. E c’è di più: essendo uno sport “simmetrico” (cioè che fa lavorare le due metà del corpo allo stesso modo) favorisce la coordinazione, cosa che porta all’incremento delle connessioni fra i due emisferi cerebrali attraverso lo sviluppo di connessioni nervose. Questo stimola le funzioni dell’apprendimento.

Arti marziali

Ci sono tantissimi sport riconducibili alla macro area delle arti marziali: tutti concorrono a formare una disciplina rigida fatta di regole ferree dal grande coinvolgimento morale. Questi sport creano uno status di “difesa” del cervello che è pronto a combattere ed eventualmente anche a ricevere stimoli di dolore.

Recenti studi hanno dimostrato che sottoporsi costantemente a stimoli stressogeni migliora le risposte del cervello in riferimento al controllo e alla tenacia. Allenarsi ad essere vigili e pronti a mettere in gioco comportamenti razionali e programmati (quindi non dettati dal puro istinto)  – inoltre – è un beneficio per tutti gli aspetti della vita.

A Lecce ci sono molti luoghi presso cui è possibile praticare i suddetti sport sotto la supervisione di maestri preparati; per avere maggiori informazioni potete contattare società sportivi e centri. I referenti sapranno indicarvi gli orari delle palestre, i costi e le modalità di frequentazione che più di addicono alle vostre esigenze.

La possibilità di organizzare autonomamente gli orari di fruizione delle lezioni universitarie senza alcun vincolo permette a tutti di scegliere il proprio sport, privilegiando l’attività fisica che tanto fa bene alla mente  e – di conseguenza – allo studio!

 

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Informativa ai dell’art. 13 del Regolamento (UE) n. 679/2016 c.d. GDPR

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